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lunedì 14 luglio 2025

‘Introduzione Alla Realtà’ di Edoardo Camurri

(precedente)

L'autore si chiama Edoardo Camurri e in 3° pagina di copertina è descritto come prefatore di alcune opere di Aldous Huxley. Ciò convince Gloss all'acquisto, assieme alla copertina di uno street artist contemporaneo visto alla Promotrice delle Belle Arti (post relativo sul blog L'ironia e la cultura assieme alla bellezza ci salveranno.)


Per fare una battutaccia, lette le primissime 20 pagine, dato il cognome dell'autore, Gloss ha pensato ‘Che Camurria!’, per poi raggiungere la convinzione che il Camurri abbia scelto il suo pubblico, esattamente come prescritto da Umberto Eco. Nella sua ficcante postfazione a ‘Il Nome della Rosa’, lo stesso Umberto Eco ammette che le prime pagine dello scritto attuino la scrematura del pubblico. Il semiologo ne dispone addirittura un centinaio. Inconcludenti narrativamente parlando, indigeste, logorroiche, verbose e infarcite di citazioni latine. Come reduci di una battaglia che offre resistenza, i lettori e le lettrici godranno con più soddisfazione la parte rimanente del “romanzo”.




Il Camurri sembra fare eco a Eco. Solo alla pag.19 ‘Introduzione Alla Realtà’ comincia ad attrarre Gloss, in quanto vi trova riflessa la difficoltà di elaborazione di un lutto grave.


‘L’autocritica oscilla sempre tra il carcere e la rinascita. E bisogna avere una grande forza d’animo per voler rischiare di finire nel primo nella speranza di conquistare la seconda.’


‘Il cammello interstellare attraversa sempre la cruna dell'ago che sei. Sei tu la misura di tutte le cose.’


‘(...) il più grande allievo di Plotino, Porfirio, sa che la vita di un sapiente è sbadata.’


Sono solo una piccola parte delle affermazioni del Camurri che si ripercuotono in una serie di riflessioni umanistiche di Gloss riportate nel blog Il racconto della Rivoluzione Umana.


Questo è un blog che, invece, si occupa di presentare libri che fulminano. Dunque, Gloss preferisce rivolgere la propria attenzione al contenuto letterario. Il Camurri riporta una frase del poeta J.R. Wilcock che ci invita alla resa quando invece vorremmo confrontarci con la Realtà, quella “cattiva” che ci spinge ad attuare confronti, contrapposizioni, gelosie, invidie e financo guerre.


«Al primo accenno di impegno morale, mettersi a letto».


Infatti “ogni volta che ci contrapponiamo a un qualcosa lo facciamo perché riconosciamo nel nostro avversario una parte di noi stessi che ci sta reclamando (ogni accusa contro qualcuno è sempre autobiografica)”, dice lo stesso Camurri, offrendo il fianco a chi critica il buddismo Soka. Ops, ancora umanesimo filosofico.


Un buon libro fulmina i San Paolo sulla “strada per Damasco” e questo ‘Introduzione Alla Realtà’ lo fa, allo scopo di ‘aprirsi a un incontro profondo e trasformativo con la REALTÀ”, quella cioè più pura, più genuinamente umanistica e altruista. “Si viene attraversati da ogni essere vivente, si è ospiti ospitanti e ospiti ospitati, si diventa maschi, femmine, animali, piante, pietra, si avverte ogni dolore del mondo, si brulica come serpenti appena usciti dal guscio. Si è fiume e tutto scorre.”


Espropriazione ‘psichedelica’ che Gloss preferisce definire ‘mistica’, per non incoraggiare l’uso di sostanze illegali, ma che si può provare con il mantra buddista Nam-myoho-renge-kyo. “Ci si spoglia provvisoriamente di sé per condividere, condividere e connettersi all’universo che ci contiene. È amore, compassione, generosità piena e mai mancante.” Gloss ammira l’estrema concisione del Camurri con “Stai diventando un comunista acido”, ma preferisce evitare la sfumatura huxleyana: “Quattrocento milligrammi di LSD possono cambiarci la vita” ma anche darci dipendenza: cosa allora di meglio che cambiare la vita con qualcosa che non dà dipendenza?


Dedicato a chi ha forte spirito di ricerca e desidera di vero cuore approfondire la “REALTÀ” pur accogliendo la “Realtà”, affrontando lo studio sulla natura umana e la sua qualità noetica: perché per ogni Giordano Bruno c’è un Giovanni Mocenigo. Gloss propone una bibliografia solo parziale della letteratura nel campo del cosiddetto Rinascimento psichedelico.


giovedì 17 agosto 2017

IL GRADO ZERO DELLA BUONA EDUCAZIONE

Già il titolo della silloge di Francesca Tini Brunozzi ne lascia intuire il livello di complessità. Di Francesca se ne riconosce subito la formazione, l'esperienza culturale (da Tien t'ai a Sant'Agostino, da Dante a Tarantino, più alcune serie di correspondences di baudelairiana memoria) e lavorativa (fisica Quello che ci importa a noi … Le voglie che ci bruciano a noi … A te ti piace comandare ...) appoggiate qua e là, quasi a voler rendere più autentico il resto, fino ad arrivare a veri e propri attorcigliamenti su se stessi, che in linguaggio contemporaneo qualcuno li definirebbe loop, (uno a caso: … un tempo / lontano ma non troppo si diceva di due persone / innamorate si parlano o si parlano insieme / Insieme diventa importante dire che insieme / si parlano due persone ché se si parlano e solo / parlano forse è che a se stessi essi parlano solo. Dalla poesia: NELL'ARCO TEMPORALE DI DUE LUNE SOLE) che conferiscono al lettore l'impressione di un empatico senso di incompiutezza. Le più volte citate Chimera d'Arezzo ed Erato a questo punto non interessa nemmeno più sapere chi siano.
applicata, soprattutto), di conseguenza le si perdonano certe formulazioni similerrori grammaticali (

Io che sono tanto pistina da arrivare a leggere persino i ringraziamenti, noto che la Poeta precisa l'arco temporale durante il quale ha compilato la silloge, arco che si riflette nella sequenza delle poesie, quasi a voler narrare un amore di quella stessa durata. Arco che si riflette anche nella reiterazione del titolo, in almeno tre punti strutturali della silloge. All'inizio (la scoperta di un amore) a metà (il punto della situazione), alla fine (chiusura dell'amore stesso).

Ma sono due gli elementi della scrittura della Tini Brunozzi a farmela sentire vicina. I frequenti riferimenti al buddismo di Nichiren Daishonin (intellettualmente divertente rinvenire le citazioni degli insegnamenti del Sutra del Loto) e un motto La mente mente che sembra preso in prestito dal mio La mente, mente. Il corpo non mente, da lei scritto in tempi non sospetti, perché ancora non sapevamo l'una dell'esistenza dell'altra. Ma ormai è risaputo, persino ai non buddisti: il caso non esiste.

Consigliato a lettori che vogliono tenere allenate le sinapsi, rinverdire le loro conoscenze letterarie, filosofiche, bibliche e cinematografiche, agli estimatori della poesia ermetica. A chi cerca una poesia d'amore che finalmente non faccia rima con cuore.

lunedì 10 aprile 2017

LA RIVOLUZIONE DEL CONIGLIO

Credo di aver letto molti dei libri in circolazione che divulgano la gioia e l'entusiasmo e la fatica di essere felici, di quella felicità duratura che si trova nel praticare il buddismo di Nichiren Daishonin, ma ogni volta è un arricchimento di esperienze personali altrui, uniche nelle loro precipue caratteristiche individuali. Antonello Dose è un affermato autore radiofonico: da oltre una ventina d'anni conduce la trasmissione IL RUGGITO DEL CONIGLIO su Radio2, assieme a Marco Presta. Ma a suo dire, essere autore e conduttore radio non era nelle sue ambizioni.

Da ragazzo infatti si applicò tantissimo allo studio della recitazione con Grotowski, detto “nonno Grot” figura di spicco del Teatro d'Avanguardia, e Eugenio Barba, fondatore del Teatro Antropologico, due personalità di chiara fama nel mondo intero che gli insegnarono ad addomesticare il corpo. Ma mai gli fu data la possibilità di sperimentarsi sulle tavole del palcoscenico. Di sé, dice che è un lungagnone friulano, tutto sommato timido, ma soprattutto gayo. Dice di averci messo una decina d'anni per rendersi conto di essere omosessuale, un'altra decina d'anni per dirlo agli altri, genitori compresi, una terza decina d'anni per trovare l'amore vero in mezzo a tanti amorazzi sessuali. Ma di aver abbracciato subito la Legge Mistica dell'Universo, quando ancora in Italia erano pochi i praticanti, senza metterci troppa testa, tutto corpo, sperimentandone l'efficacia sulla propria pelle.

Non ho mai ascoltato il suo programma radiofonico, ma dal poco che ne ho potuto godere dalla pagina Facebook, si direbbe un programma in cui a farla da padrone è Marco Presta, spalleggiato dal lungagnone friulano Antonello Dose: nei video girati durante l'emissione radiofonica, si nota chiaramente quanto sia imbarazzato timidone, eppure si percepisce anche la voglia di superarsi, nella miglior tradizione buddista. Ho l'impressione che questi libri divulgativi di esperienze personali nell'avvicinamento al buddismo parlino ad ogni singolo lettore un linguaggio personalizzato. Ognuno ci vede riflesso il proprio vissuto, in funzione di quello che più desidera, in funzione del proprio stato vitale. Sono convinta che se li rileggessi tutti da capo, troverei di rilievo tante altre osservazioni che al momento della prima lettura non hanno vibrato perché ero in un differente stato vitale.

Nel mio caso e in questo momento, mi ha parlato al cuore perché ci ho rivisto l'esperienza viva di un mio congiunto che, dalla lettura de LA RIVOLUZIONE DEL CONIGLIO, trarrebbe grande beneficio e incoraggiamento, come chiunque sia ammalato di AIDS.

Consigliato a chi cerca energia, coraggio ed entusiasmo per realizzare il proprio illimitato potenziale creativo, a chi dispera di trovare l'amore per la propria vita, a chi sente di essere prossimo alla morte a causa di una malattia grave.

mercoledì 30 marzo 2016

"Il Budda Allo Specchio" di Woody Hochswender, Greg Martin, Ted Morino

(precedente) . 

Da anni a Gloss arrivavano a mente e cuore le indicazioni di amic3  pro buddismo. Ma la sua formazione filosofica in Storia delle Religioni l'aveva incuriosita (e allo stesso tempo interdetta) del buddismo del Dalai Lama ispirato alle origini, ovvero ai primi sutra di Budda Shakyamuni, che individuava in nichilismo e auto privazione di gioia e desiderio, auto ritiro in eremitaggio e distacco dal mondo materiale, la maniera per espiare il karma negativo, arrivando alla felicità del Nirvana: ma in chissà quale vita futura, in chissà quale mondo lontano nel tempo e nello spazio. Gloss credeva che la mentalità occidentale, così imbevuta di desideri e materialità, fosse incompatibile e pertanto l’aveva accantonato.  


Un paio di settimane prima della lettura de "Il Budda Allo Specchio", invece, le indicazioni si facevano sempre più pressanti giungendole da tre persone in cui Gloss aveva riposto la propria fiducia. La prima, da una donna che aveva letto il saggio  "CORPI RIBELLI - resilienza tra maltrattamenti e stalking", le cui indicazioni pratiche di usicre dalle violenze domestiche prima che fosse troppo tardi l'aiutarono a prendere LA decisione. Si stava trasformando in una vera amica e si era già avvicinata la buddismo giapponese*. 

La seconda persona, era un uomo milanese con un partner invalido dopo la recente e improvvisa trombosi. Animato da grande compassione e gioia e speranza, nonostante tutto, proprio perché praticava la stessa forma di buddismo giapponese. 

La terza persona, invece, un genovese che l'aveva avvicinata tramite una chat per incontri. Costui praticava buddismo giapponese da nove anni. Tutte e tre, indipendentemente l’uno dall’altra, le hanno parlato del buddismo riformato dal monaco giapponese Nichiren Daishonin, ben diverso da quello dei primi sutra, perché nell'ultimo, il "Sutra del Loto" era stato individuato lo strumento per essere felici in QUESTO mondo, in QUESTO istante, usando il proprio patrimonio di DESIDERI. Ideale per gli occidentali.  

Il genovese al primo incontro aveva portato in dono a Gloss un libercolo con una prima infarinatura teorica, in cui era spiegato che niente di meglio della pratica avrebbe convinto della validità del Daimoku. Letto in meno di due ore, Gloss desiderò di essere condotta a recitare il Daimoku, ovvero Nam Myoho Renge Kyo al Centro Culturale di Studi Buddisti di Corsico (MI). Pieno di felicità, il genovese acconsentì. In meno di un quarto d’ora di recitazione assieme ad un’altra ventina di buddisti a Gloss sconosciuti, capì molto di più di quanto qualsiasi testo teorico avrebbe potuto fare. Appena uscita, era leggera, beata, ben disposta, più sorridente del solito. Il giorno dopo avrebbe subito una polipectomia della cui riuscita era preoccupata. Eppure il suo stato d’animo si era alleggerito. 

Nei Centri buddisti, detti Kaikan, in 194 Paesi del Mondo, sono presenti librerie. In quello di Milano, da brava lettrice accanita, Gloss fece incetta: un rosario per la recitazione, un minimanuale di PRATICA  QUOTIDIANA DEL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONIN, e questo "Il Budda Allo Specchio", di Woody Hochswender, Greg Martin, Ted Morino. Lo lesse tutto d’un fiato nelle due ore precedenti l’operazione, colmandola di così tanto entusiasmo e allo stesso tempo di tranquillità e fiducia da parlarne alla compagna di camera. 

Non può riprodurlo qui: ne farebbe uno spoiler assurdo. Può premettere solo che contiene, oltre alle linee teoriche, le indicazioni per la pratica e alcuni esempi di individui comuni che hanno ricevuto benefici insperati. Conclude con il forte messaggio di speranza per la propria vita che muove l'anima.

Consigliato ai disillusi dal cattolicesimo (come Gloss), a persone che hanno fatto della spirituale una dimensione imprescindibile della propria vita (come Gloss), ai cercatori folli di un senso (come Gloss), ai malat3 nelle carni e nello spirito, (come Gloss). E siccome ritiene di essere banalmente uguale a tutt3, lo consiglia a tutt3. . 


(seguente)
_____________________________________________________________________ *buddismo giapponese: tutt le indicaioni necessarie sono reperibili nel sito della Soka Gakkai Italia al link https://www.sgi-italia.org/ (utlimo aggiornamento 27 aprile 2025)