venerdì 29 luglio 2022

UNA STORIA DI QUARTIERE di Antonio Infuso

Gloss aveva in precedenza recensito un giallo di Antonio Infuso, IL COMMISSARIO VEGA - indagine di sola andata, arrivando a identificare il protagonista, commissario Vega, con il suo stesso autore. Qui la recensione, positiva . Quindi aveva già un'idea precisa dello stile autoriale, preciso, di ricerca, dunque serio, ma al contempo simpatico, perché sa catturare il lettore facendolo immergere nella vicenda. Come sempre, prima di approcciare un romanzo nuovo, nulla vuole sapere. E infatti rimane sorpresa, non è un giallo ma un "amarcord" che si svolge a Torino negli anni dell’immigrazione siciliana, in particolare catanese. Forse autobiografico, forse no, percepisce il forte e meritevole intento morale ed etico dell'autore (Gloss non svela nulla per non spoilerare). Meritevole perché la nostra società, quasi sopraffatta da attentati, rossi o neri che fossero, e da nefandezze di matrice mafiosa, sembrava (e sembra) aver dimenticato i valori etici cui ci avevano educato le famiglie. Oltre all'insegnamento etico e morale, rilevante è l'amore che l'autore prova per la sua città di elezione, la Torino degli anni Sessanta, descritta con quell'efficacia e accuratezza che solo una ricerca dettagliata può conferire. L’Infuso rende vitali quartieri, case, androni di palazzi storici, negozi, financo i loro proprietari, descritti persino nei personali caratteri psicologici, confermandosi un bravo autore, che dà spessore ai personaggi, vividamente fotografati in Polaroid fresche e vivaci, suscitando simpatia e attaccamento nel lettore, dote rara nella narrativa italiana emergente. Anche la copertina è efficace e riprende, in un unico scatto fotografico, le principali situazioni che danno vita al romanzo. Consigliato agli amanti della città torinese, come Gloss, ai nostalgici degli anni del Boom economico, ai "terroni" migrati al Nord che troveranno identificazione e sostegno.

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