mercoledì 7 settembre 2016

UNA SIGNORA COSI' COSI'

Non ho mai letto Enzo Biagi per ripicca contro l'intellighenzia borghese cattosinistroide che lo osanna da sempre. Riconosco, dopo aver letto UNA SIGNORA COSI' COSI' che sbagliavo. Trattasi di lunga intervista di cui si intuisce subito il finale, tra un'attrice Maria Berti, di fama nazionale di mezza età (ma cos'è la mezza età, per un'attrice?) ed un giovane giornalista, Gian Marco, schivo ma dalle domande argute.

Quest'ultimo personaggio è solo un pretesto per fare dire delle cose alla Gran Dama. Infatti la narrazione delle vicende amorose o lavorative dell'attrice si reggono da sole, senza la spalla del giovinotto, sfociando a tratti in un denso filosofeggiare sugli accadimenti della vita. Biagi in fondo ci fa un autoritratto: la protagonista Maria è a tutti gli effetti maschile.

Il giudizio implicito nel titolo credo sia stato solo per solleticare la morbosità dei lettori. In realtà, Biagi non giudica, lascia scorrere via anche le facezie più peccaminose senza ombra di anatema. Ho scritto tanto di sesso, sono in contatto con Alvaro Zerboni che mi sta leggendo e criticando (se non sapete chi sia, googleatelo), pur apprezzando il mio scrivere, vorrebbe cose meno esplicite.
Ecco, penso di aver tratto da questo libro di Biagi la giusta misura per raccontare sconcezze senza pornografia.


Consigliato a chi ama le autobiografie artistiche, ma soprattutto a chi sa che l'organo erotico per eccellenza è il cervello.

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