mercoledì 7 settembre 2016

BRAVA A LETTO

Un libro corposo come la sua protagonista, voluminosa redattrice e con sua grande sorpresa, sceneggiatrice (toh, che caso strano. Non ho mai letto di autori statunitensi che non infilassero nel proprio libro riferimenti al cinema, tranne David Foster Wallace).


Non sono mai stata grassa. Come molte adolescenti, “mi sentivo grassa” e cercavo di stare a dieta, facendomi massacrare da una “tre giorni a banana” o da una “settimana ad ananas”, le diete dell'impossibile. Facevo la fisarmonica tra un peso normale e un peso inferiore di ben tre chili a quello normale. Di fatto, con la protagonista Cannie Shapiro così ben tratteggiata dall'autrice Jennifer Weiner quasi da sospettarne l'elemento autobiografico, ho imparato a conoscere le ansie (quelle vere, non quelle da adolescente fisarmonica) di una donna obesa, fin dall'infanzia oppressa dai giudizi tranchants del papà sul suo corpo grasso.

Cannie compenserà tutta la vita questo “deficit” con arguzia, cultura, umorismo, capacità amatorie (da cui il titolo) e autoironia. Ma non bastano per tenersi stretto l'allampanato fidanzato, nemmeno facendo l'amore un'ultima volta con lui, dopo essersi lasciati. Un coito funerario che la lascerà incinta. Ma il prode ex fidanzato non solo la allontana, ma la “usa” letterariamente parlando per conquistarsi un pubblico suo, da rivistucola pettegola.

Con la sua mai spenta presenza di spirito, Cannie avrà la sua rivincita. Sia sul piano lavorativo (la tanto ambita sceneggiatura, ambita per l'autrice, non per Cannie), sia su quello dell'amore. Ma non vi svelo come. Vi posso svelare invece che la narrazione, fresca, mai banale, ricolma di ironia intelligente non vi lascerà respirare finché non arriverete alla parola FINE.

Consigliato ad obes* tristi, a ragazze madri senza ironia, a maniache della dieta a tutti i costi, per ridimensionarsi QB se non nei chili, almeno nelle loro paranoie.



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