martedì 13 dicembre 2022

FemmeoB - una donna in poesia - di Emanuela Botti

La casa editrice Scrivere Poesia Edizioni, diretta da Pietro Fratta, a sua volta autore, ha inaugurato la collana Poetica, perno di SPE, con la seduzione dell'arte poetica di Emanuela Botti, in arte BoEm. L'operazione estetica che ha portato alla veste grafica, decollata dalla scelta del font, processata attraverso l’impostazione della gabbia della copertina, passata dal codice colore primario, il magenta del testo, più riconducibile
ai contenuti, suggerisce la basilare importanza della silloge, nata col nome di FemmeoB - una donna in poesia - la cui grafia non rende giustizia all’originale, perché Boem è stampato da destra verso sinistra, in un ribaltamento grafico prodromo di quello emotivo che avverrà durante la lettura, capacità di rendere visivamente il pensiero laterale necessario alla creattività (sì sì con due T). La forma grafica dello spicilegio della Botti, assieme all'utilizzo puntuale della lingua italiana e alla creazione di immagini poetiche mai scontate, conquistano la Gloss che è filosofa umanista e scrittrice impegnata nella sensibilizzazione circa la violenza sulle donne e la prevenzione, a partire dall'uso corretto degli stereotipi. In Guardati donna, BoEm riassume l’incoraggiamento a non subire dal patriarcale maschilismo (di cui è impregnata la nostra società a tal punto da rendere le donne peggior nemiche delle stesse, come sostiene da anni la stessa Gloss). Il componimento è imperniato sul concetto di solidità femminile, verrebbe da dire atavico, appartenente alle precedenti generazioni, quelle di donne cioè sopravvissute alla Seconda Guerra Mondiale, agli stenti e alle sue fatiche, irrobustite da dolori e sofferenze oggi inesistenti e la cui assenza impedisce alle ragazze odierne di crescere. “Hanno radici nelle tempeste” “fanno giacigli di terra/a evitare la guerra» ci ricorda BoEm, sottolineando, in controtendenza, che quelle donne non sono anoressiche ma “hanno pance che son delle culle”. Un'immagine di potente efficacia, che lascia tremebonde noi ragazze di oggi, immobilizzate nel benessere di bambagia e nella visione estetizzante delle proprie vite. Dalle osservazioni che la stessa BoEm fa della sua filosofia di scrittura, Gloss legge che il vivere è un ossimoro, essendo una “una poeta di seta e acciaio” migliore definizione che le abbiano regalato, donna che si denuda in poesia, consapevole della propria forza a impudico scudo di sé, togliendosi “strati di pelle, anzi direi di carne viva”, che si erano accumulati e che le pesavano. Non è dunque un caso che la sua voce poetica sia partecipe alle operazioni di sensibilizzazione circa la violenza sulle donne e, perciò dedicata alla onlus Bossy che fronteggia ogni forma di discriminazione. “Credo che le donne debbano essere portatrici di complicità non di rivalità: spesso aspre e sensibili oltre la sensibilità, siamo un universo di intelligenza e rivoluzione, gioia e dolore, peccato e santità.” Doti che dovrebbero non solo appartenere, ma riconosciute e sviluppate in ogni donna per una vita felice e piena. “Come essere umano, ho compiuto tre miracoli: Elisa, Pietro e Luca. Grazie dell’attenzione. Sono BoEm!” Meravigliosa consapevolezza, quel punto esclamativo, necessario a ogni donna (e Gloss aggiungerebbe anche a ogni uomo) al raggiungimento della consapevolezza di sé. Una donna esclamativa, Emanuela Botti, BoEm, così sicura della propria identità da voler scomparire dietro la propria arte.

1 commento:

  1. . Io rimango sempre affascinata da come la mia poesia arrivi ai lettori. Grazie Glos, hai fatto un affresco magistrale di me e dei miei versi. E l’hai dipinto sulle pareti del mio cuore. Grazie di cuore, sono BoEm!

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